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LIPS , EYES BANG for controllers, ensemble,actress/singer, realtime audio and video

I musicisti sul palcoscenico suonano immagini – e suoni. Una donna in un angolo del palco. Due telecamere sono puntate verso il suo volto: una di fronte, la seconda di profilo. Quasi buio. Lei sta raccontando una storia. Ma le sue labbra si muovono appena, i suoi bellissimi occhi, mobili ed inquieti, guardano intorno senza sosta. Nasconde qualcosa. Poche parole, un mugolio. Gli strumenti prendono al volo le stesse note e le disperdono nello spazio come una nube sonora. Le sue labbra riperse dal video in tempo reale si “congelano” su un enorme schermo ; e cominciamo a muoversi e moltiplicarsi in immagini diverse intorno al pubblico; e lo stesso le sue mani sincronizzandosi con un profondo vibrato sulla corda più grave del 1° violino. E’ la storia di un incontro mancato. Una donna che si è uccisa per amore e l’uomo che l’amò si incontrano ancora, per caso. Lui piange ma lei non apre bocca. Neppure una parola. E rivolge lo sguardo altrove. Lei è un’ombra. Lui è vivo. Si incontrano all’inferno, dove lui ha il diritto di transitare per una volta, come a qualcuno talora è concesso. Lei è Didone. Ed Enea è l’uomo. L’incontro fallisce. Lei lo rifiuta. E’ la sua vendetta. E ricorda. Ricorda tutto. Rivediamo la sua storia attraverso il suo racconto: le sue labbra e i suoi occhi e le sue lacrime esplodono sullo schermo insieme alla musica che nasce da quelle. Disintegrazione di accordi ed immagini in atomi. Ricostruzione di una pulsazione regolare; ostinati ossessivi,arcaici: una linea melodica si fa luce. E sangue; molto sangue.

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